Tomosintesi , ne avete sentito parlare? Dopo l’inchiesta della giornalista Milena Gabanelli in cui si parla di mammografi obsoleti e dannosi urge un approfondimento.

La tomosintesti mammaria è definita così sul sito della Fondazione Veronesi.

La tomosintesi, che richiede per la sua attuazione solo qualche minuto in più rispetto alla mammografia digitale, è particolarmente efficace nel caso dei seni densi, quelli giovanili, più difficili da “leggere” e/o che possono generare dubbie interpretazioni diagnostiche. I vantaggi sembrano dunque molteplici: ma esistono eventuali rischi da esposizione a radiazione o controindicazioni? «Allo stato attuale e con le nuove generazioni di tomosintesi – tranquillizza Calabrese – non esiste neanche un ipotetico rischio di radiazioni, perché il mammografo acquisisce direttamente gli strati (3d) e ricostruisce con un algoritmo matematico l’immagine in 2d, per cui la dose finale è simile a quella di una mammografia digitale tradizionale». Dunque la tomosintesi metterà nel cassetto la mammografia standard? «Penso che sia una strada tracciata -conclude lo specialista -: il cd ha sostituito il vinile, la tac ha rimpiazzato la radiografia del torace, così la nuova tomosintesi sostituirà la bidimensionale, anche se i tempi sono difficili da definire».

La spiegazione è chiara. Restano alcune considerazioni.

Dopo l’inchiesta della Gabanelli, che vi invito a vedere a questo link, chi non può permettersi visite a pagamento, rischia di avere come unica possibilità i mammografi obsoleti di cui scrive la giornalista?

Un altro aspetto da chiarire e su cui si è generata confusione è la prevenzione. La mammografia comunque non va considerata preventiva. si tratta di diagnosi precoce e quindi quali sono i consigli per prevenire il tumore al seno.

Sto raccogliendo spunti da vari medici che ho sentito e spero di potervi presto dare più informazioni. E’ un argomento difficile e come sempre non sarà possibile avere risposte univoche ma da qualche parte bisogna pure iniziare