Senologia , approfondimenti circa la genetica e gli effetti dello sport sulla Salute al femminile

tumore al seno senologiaSenologia . Due nuove interviste dopo Natale al professor Giorgio Macellari. Noto senologo, è stato direttore dell’Unità operativa di Senologia all’Ospedale di Piacenza e attualmente è membro del Comitato Etico Fondazione Umberto Veronesi, membro dell’Accademia di Senologia Umberto Veronesi, presidente della sezione Emilia Romagna Istituto italiano di Bioetica e professore a contratto all’Università di Parma.

L’interesse suscitato dall’intervista al professor Macellari sulla prevenzione mi ha dato conferma di quanto il tema sia molto sentito e per questo ho chiesto la disponibilità ad ulteriori approfondimenti. I temi che abbiamo deciso di analizzare a fondo sono due:

  1. La genertica nel tumore della mammella.

    Sono attualmente disponibili test genetici per individuare mutazioni all’interno di BRCA1 e BRCA2 a partire da un semplice prelievo di sangue. L’esecuzione dei test genetici in famiglie a rischio costituisce parte integrante dell’attività di prevenzione. Mediante queste analisi è possibile individuare, nell’ambito delle famiglie a rischio genetico, quali sono le persone che hanno ereditato il carattere di elevata predisposizione ad ammalarsi di tumori della mammella. Noto il caso dell’attrice Angelina Jolie che ha deciso di fare chirurgia preventiva

  2. Lo sport diminuisce la possibilità di sviluppare il tumore al seno anche per la sua azione sugli ormoni. Non sono in grado di anticiparvi nulla su questo argomento che il professor Macellari mi ha accennato ma socumentandomi ho trovato dati recenti ed interessanti sul beneficio dello sport sul tumore alla mammella. Uno studio presentato dal Ministero della Salute conferma che lo sport riduce del 24% la mortalità da tumore al seno.Lo sport non solo è in grado di contrastare gli effetti collaterali delle terapie per la cura del tumore al seno come la fatigue, ovvero la sensazione costante di mancanza di forze di cui soffre la metà delle persone sotto chemioterapia, ma anche nel ridurre il rischio di recidiva. La conferma arriva direttament edal Ministero della Salute, che ha presentato il documento finale della Consensus Italiana “Neoplasia della mammella: impatto degli stili e della qualità di vita sull’outcome della malattia in fase precoce e nel setting della malattia avanzata” durante il convegno “La qualità di vita in oncologia” organizzato dalla Fondazione Insieme contro il Cancro.