Rimedi colesterolo alto. Ne scrive Massimo Enrico Radaelli, Direttore Scientifico di Natura Docet.

Rimedi colesterolo alto. Qualche spunto di riflessione su alimentazione e integratori.
‘ Si sa da tempo che l’ipercolesterolemia è correlata ad un significativo
incremento del rischio di sviluppare coronaropatie, al punto che
circa un terzo delle malattie cardiache su base ischemica può
essere imputato a livelli elevati di colesterolo cosiddetto “cattivo”
(colesterolo LDL). In particolare, è ormai acquisito che il colesterolo LDL
depositandosi nella parete arteriosa, favorisce l’insorgenza di aterosclerosi,
patologia caratterizzata dalla formazione di placche che ispessiscono e
induriscono la parete, ostacolando la circolazione ematica. In presenza di
aterosclerosi delle arterie coronarie il cuore può andare in carenza di ossigeno,
infatti le placche aterosclerotiche, ostruendo l’arteria, ne riducono il flusso
e possono anche rompersi, rilasciando frammenti in grado di occludere i
vasi, fino alla completa interruzione del flusso di sangue. Se l’occlusione
è parziale ne deriverà “angina pectoris”, se più estesa, infarto acuto del
miocardio. Con lo stesso meccanismo possono insorgere ictus cerebrali (con
conseguenze cliniche variabili in base all’estensione dell’area ischemica e alla
zona interessata) e arteriopatie obliteranti degli arti inferiori, mentre se ad
essere coinvolte sono arterie del rene la conseguenza possibile è l’insorgere
di patologie renali croniche. L’ipercolesterolemia risulta quindi decisamente
al vertice della piramide dei fattori di rischio cardiovascolare, con una
probabilità per i pazienti che ne sono affetti, di sviluppare patologie, soprattutto
coronariche, molte volte superiore rispetto alla popolazione normale: alti
livelli di colesterolo LDL rappresentano infatti e in assoluto il primo fattore
di rischio per cardiopatie ischemiche, precedendo fumo, diabete, ipertensione
e obesità. Ne deriva un carico di costi diretti sanitari, prevalentemente legato
alle ospedalizzazioni per cause cerebrovascolari e cardiovascolari correlate ad
aterosclerosi, stimabile in oltre un miliardo di euro all’anno, oltre ai vari costi
indiretti, che giustifica ampiamente l’importanza, anche sociale, di adeguate
strategie di trattamento. La terapia con statine, complessivamente efficace
e comunque sempre da riservare alla decisione del Medico, è caratterizzata
da possibili effetti collaterali a livello epatico e soprattutto muscolare e la
disponibilità di statine cosiddette “naturali” non deve portare a conclusioni
affrettate: il meccanismo d’azione è assolutamente identico e, del resto,
“naturale” e “innocuo” non sono certo sinonimi, per cui anche in questo caso
la decisione deve essere, in ultima analisi, sempre di pertinenza medica. Si
pone quindi il problema di come impostare una terapia efficace nei pazienti
intolleranti alle statine: la Ricerca italiana è arrivata recentissimamente alla
formulazione di un prodotto non farmaceutico, classificabile da un punto
di vista regolatorio fra gli integratori alimentari, in grado di permettere
al Curante una valida alternativa alle statine di qualunque origine, in
monoterapia, o da associare a queste al fine di migliorarne la tollerabilità
(dose dipendente) consentendo di impostare per ogni paziente una terapia
personalizzata’.
Se ne parla nell’articolo portante del numero estivo della Rivista ‘Natura docet’
buone vacanze