Gli esordi della Pedagogia olistica si fanno risalire al 1.700 con Jean Jacques Rousseau che per la prima volta metteva al centro il bambino ed elaborava una nuova immagine dell’infanzia, vista come vicina all’uomo di natura buono e animato dalla pietà, socievole ma anche autonomo, ed articolata in tappe evolutive tra loro assai diverse per capacità cognitive e atteggiamenti morali. Questo pensiero è di grande attualità nelle scuole olistiche di oggi. Altri esponenti di questa corrente sono Friedrich Froebel, Maria Montessori, Rudolf Steiner, Loris Malaguzzi, don Lorenzo Milani e Mario Lodi. Poi ci sono quelli che arrivano da culture più lontane come  Jiddu Krishnamurti che ha fondato un centro in cui l’educazione viene definita comprensione, con sensibilità ed intelligenza, dell’intero problema del vivere.

Infanzia e Pedagogia, un mondo da approfondire

E poi ci sono i nuovi esponenti di questo filone, come Gino Aldi, medico, che ha fondato una scuola con un team di lavoro costituito da diverse figure professionali (psicologo, pedagogista, neuropsichiatra infantile, educatore professionale) che utilizzano un identico modello di intervento pur dialogando da angolature diverse e trasversali, condividendo una visione comune dell’educazione e della crescita.
L’educazione non è soltanto un impegno verso i bambini ma anche nei confronti della società. L’attuale approccio all’insegnamento è la causa di molti problemi dei nostri tempi e l’educazione può essere la soluzione, verso un futuro di pace. Gli attuali sistemi educativi non contemplano la felicità e il benessere.
Un approccio olistico, globale, sistemico punta a crescere bambini e ragazzi più forti e sicuri di sé.