Imparare le vocali e le consonanti attraverso storie e disegni

Imparare le vocali, nelle scuole steineriane, è prima si tutto un’esperienza interiore per i bambini e non solo di memorizzazione di un simbolo.

In questo articolo vi riporto quello che ho appreso sull’insegnamento dell’alfabeto nelle scuole steineriane in quanto mamma di una bimba che le frequenta e non maestra. A breve però, per un contenuto più preciso, vi proporrò il video che ho girato con una maestra waldorf.

E per iniziare una citazione di Rudolf Steiner sullo sviluppo storico della scrittura:

Vi ho fatto già osservare che non dovete rendervi schiavi studiando accanitamente come la scrittura sia nata, nel passare dagli Egizi ai Fenici, ma che dovete tendere a sviluppare la vostra propria capacità animica. Ciò che ne potrà nascere potrà venir fatto da un maestro in un modo, da un altro maestro in modo completamente differente…Ma ognuno quando insegna, vi si applichi con tutto il suo essere. In tal modo la sua libertà sarà salvaguardata. (R. Steiner, Arte dell’educazione ecc., cit. p. 78)

L’insegnamento della scrittura nella prima classe della scuola Waldorf quindi molto ha a che fare con le scelte dei maestri, tutti uniti nel  principio di “vivificare l’insegnamento tramite l’arte”. Ogni lettera verrà quindi proposta con la narrazione di una storia e ad ognuna verrà dedicato un disegno. Questo disegno sarà collegato alla storia ed alla lettera stessa.

L’esempio più facile può essere quello di una consonante come la S. E’ la s di serpente ed il serpente, nella sua forma, può essere proposto con la doppia curva della consonante stessa.

Viene quindi  ricavata la scrittura, e quindi le lettere dell’alfabeto, dal disegno: ovviamente ciò è fatto secondo la creatività e l’inventiva del maestro stesso,  che aggiunge forza e credibilità all’insegnamento stesso. Per capire meglio il metodo si può ripensare alla civiltà egizia. La scrittura era costituita dai geroglifici che erano disegni semplificati di oggetti reali. La scrittura egizia si basava sull’immagine ed è questo che suggerisce di fare Steiner per insegnare ai  bambini scrivere. Ogni lettera può essere un disegno, una forma di animale o di pianta o anche di un oggetto. E il bambino cominciando a pronunciare quella lettera scoprirà come somiglia al disegno che conosce, come la emme di montagna.

Seguendo queste indicazioni l’insegnante può far sorgere tutte le varie lettere dell’alfabeto. Le consonanti possono essere derivate da disegni di oggetti naturali o da animali, un discorso a parte va fatto per le vocali.  Le vocali sono sempre espressione dei sentimenti di meraviglia, ammirazione e amore, come la a, oppure paura come la U. Pensate al suono dello stupore: ohhhhh. Le consonanti possono essere considerate come imitazione di cose esterne: la emme di montagna, la s di serpente, la b di bambola. Ce lo spiegherà meglio la maestra nell’intervista.

Tutto questo grande e appassionato lavoro ha innanzitutto lo scopo di risvegliare dei sentimenti nel bambino. Non si presentano quindi le lettere come semplici segni convenzionali astratti ma vengono introdotti attraverso un racconto. Non si limiteranno ad essere solo una conoscenza intellettuale, un simbolo da memorizzare, ma diventa un’esperienza interiore.