Gita scolastica , in seconda classe si ripercorrono le tappe di San Francesco , in terza si fanno esperienze legate ai mestieri

La gita scolastica nelle scuole steineriane, a partire dal secondo anno delle elementari, è un vero e proprio progetto che richiede il contributo in termini organizzativi anche delle famiglie. E  quest’anno anche io ne ho fatto parte in modo attivo. Nel mese di aprile abbiamo visitato l’isola di san Francesco del deserto, nei pressi di Venezia. A breve parteciperemo alla Festa dei mestieri presso la scuola Waldorf di Zugliano. Nella scuola di mia figlia ci sono delle esperienze che si ripetono, nelle gite, quasi ogni anno, nelle diverse classi, ma non ci sono regole rigide ed ogni scuola fa scelte stabilite e valutate di volta in volta.

Venendo alla nostra personale esperienza, quella di Venezia è stata una gita emozionante per i bambini che sono stati preparati, in classe, nei mesi precedenti, attraverso racconti della vita di Frate Francesco d’Assisi.  Come lui hanno affrontato un viaggio per arrivare nella laguna attarversando un po’ via terra un po’ via mare per approdare in questo luogo incantato. Frate Francesco nella primavera del 1220 ritornava dall’oriente. Si era recato presso i “Saraceni”, a Damietta, là dove i Crociati tentavano con le armi di vincere le resistenze nemiche e conquistare la Terra Santa.  Tornato con una nave veneziana, dopo aver affrontato gravi problemi, cercava un luogo tranquillo dove fermarsi nel silenzio a pregare e riflettere. Arrivato su una piccola isola che era proprietà del nobile veneziano Jacopo Michiel, fu accolto dal canto di una moltitudine di uccelli; lo racconta il suo biografo san Bonaventura da Bagnoregio. Il nome del luogo risale al ‘400, quando l’isola di san Francesco per alcuni anni rimase abbandonata – deserta – a causa della insalubrità della laguna. Il fascino dell’isola ha ispirato lungo i secoli artisti e poeti.

Ora ci prepariamo a tutt’altra esperienza presso la Corte dei mestieri. La gita solitamente, nella scuola che frequanta mia figlia, è proposta in terza classe ma quest’anno parteciperà anche la seconda perchè così è stato deciso dai maestri.

Conviveremo qualche giorno con educatori e bambini di questa scuola che è immersa in una realtà ‘contadina’. “La Corte dei Mestieri” infatti si trova in collina, lontano da traffico e rumori, in un rustico trasformato per accogliere i bambini e le attività agricole e artigianali che costituiscono il cuore pulsante dell’associazione.
Sono presenti ancora la stalla ed il porcile che in passato accoglievano nella fattoria le vacche da latte e i maiali. Cinquemila metri di terreno, destinati a giardino, orto, frutteto e coltivazione di cereali, circondano la casa e rappresentano l’orizzonte di gioco e di lavoro di adulti e bambini. In questo luogo armonioso e bucolico prenderemo parte alla festa dei mestieri, dove potremo osservare e partecipare ad attività proposte dagli artigiani, nelle vesti del fabbro, del falegname o del liutaio, del ciabattino e dell’impagliatore. Con movimenti sapienti e strumenti antichi, plasmano la materia e la vivificano, consentendo al bambino di partecipare alle sue occupazioni, imparando.

“Lavorando con le mani” il fanciullo impara a “pensare con le mani”, e in questo percorso matura facoltà di pensiero che applicherà nell’apprendimento della scrittura, della lettura, del calcolo e, più avanti, nelle necessità della vita adulta. Nel suo lavoro egli osserva le trasformazioni, incorre in errori e trova la via per superare gli ostacoli. Il risultato sarà il prodotto del suo lavoro: un oggetto utile, bello, armonioso, unico.