A cura di Massimo Radaelli, direttore scientifico natura docet
L’inquinamento dell’aria si vede, quello legato a radiazioni provenienti da tecnologie umane (“elettrosmog”) purtroppo no,
ma potrebbe avere i gravissimi effetti sulla salute di cui da tempo gli scienziati discutono, incontrando ovvie resistenze, legate agli immensi interessi economici coinvolti. Viviamo da sempre immersi in un “background” naturale di radiazioni ambientali: raggi cosmici provenienti dal Sole e da altri astri, ma anche la Terra ne emette, data la presenza nel suolo di elementi radioattivi, queste radiazioni sono in grado di indurre mutazioni nel DNA, fonte di quella “variabilità genetica” che, al vaglio della pressione selettiva ambientale, è alla base dell’evoluzione di tutti i viventi. Esistono però anche fonti “antropiche” di radiazioni, cioè legate allo sviluppo tumultuoso delle tecnologie introdotte dall’uomo, e la domanda che sorge spontanea è: “sono pericolose per la nostra salute?”….
La telefonia cellulare, apparsa quasi timidamente una quarantina di anni fa, per diventare progressivamente un mezzo
insostituibile e universalmente diffuso che, come pochi altri, ha saputo modificare il nostro stesso modo di vivere, di convivere e di comunicare. L’esposizione continua a radiazioni provenienti da campi elettromagnetici di radiofrequenze, come quelle
emesse non solo dai telefoni cellulari ma da cordless, WiFi, Bluetooth, tecnologie di connettività in continua evoluzione, potrebbe infatti correlarsi ad alcune forme di tumore, come sostiene un gruppo di ricerca della IARC, International Agency for Research on Cancer (l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che fa capo al WHO, World Health Organization, OMS,Organizzazione Mondiale della Sanità). Ovviamente, per capire quale sia il reale impatto dei cellulari in termini di effetti biologici dannosi, servirà tempo, esattamente come è accaduto per poter definire “cancerogeno” il fumo di tabacco: i telefonini sono entrati nella nostra quotidianità solo da poco, mentre i tumori cerebrali sono caratterizzati da lunghi periodi di latenza, anche decenni, per cui la certezza definitiva ci sarà solo quando studi epidemiologici adeguati confermeranno o meno.
L’articolo integrale si trova su Natura docet e approfondisce le 5 regole:
• Utilizzare l’auricolare: basta allontanare il cellulare dalla testa soltanto di pochi centimetri perché il livello di espo
sizione scenda sensibilmente.
• Tenere il telefonino lontano dalla testa quando si compone il numero: è la fase in cui il cellulare funziona alla massima potenza.
• Fare telefonate brevi se la linea è disturbata, quando il cellare deve “lavorare” a piena potenza,
emettendo più radiazioni.
• Non usare il cellulare, per lo stesso motivo, quando la copertura del segnale è minima, come avviene per esempio in treno o in ascensore.
• Utilizzare dispositivi in grado di proteggerci, assorbendo o modificando le radiazioni emesse dai cellulari.