Digiunoterapia, le malattie su cui ha funzionato

La digiunoterapia è una pratica consigliata, sotto la guida di esperti, nel caso si abbia bisogno di disintossicarsi. In realtà i benefici sarebbero multipli, come spiega il dottor Salvatore Simeone, medico chirurgo esperto in medicina biologica

Ma chi in particolare può avere vantaggi da un percorso di digiunoterapia?

Secondo l’esperienza del dottor Simeone, sono tante le persone che hanno avuto benefici, “da chi fa la digiunoterapia per rimettersi un po’ in forma in modo sano e naturale, chi lo fa per curare le patologie della cosiddetta sindrome metabolica (ipertensione, diabete, colesterolo, trigliceridi, sovrappeso),  fino a coloro che scelgono il digiuno per curare malattie gravi come la psoriasi, l’asma, le malattie autoimmuni e degenerative”.

Va chiarito però che la digiunoterapia non è una sorta di panacea, in grado di curare tutto.

“In realta’ non e’ il digiuno in se a curare le malattie, in quanto il digiuno rappresenta semplicemente un mezzo potentissimo per attivare la capacita’ di autoguarigione insita in tutti gli esseri viventi, che Ippocrate chiamava “vis medicatrix naturae”. I miracoli accadono perche’ il digiuno e’ una sorta di resettaggio del nostro organismo, andando a ripulire il tessuto connettivo da tutte le tossine, dall’acidificazione, dall’infiammazione. In tal modo, le cellule si ritrovano a vivere in un ambiente ripulito e alcalinizzato, per cui hanno la possibilita’ di guarire. Nella mia esperienza ho avuto successo innanzitutto per tutte le malattie che caratterizzano la sindrome metabolica. Poi per le malattie dell’apparato cardiovascolare, nelle quali ho potuto sperimentare come il digiuno riesca a guarire cuori pesantemente compromessi. Poi le allergie, l’asma, la psoriasi, la tiroide, le malattie autoimmuni. E non dimentichiamo  che da diversi studi scientifici e’ ormai dimostrata la valenza antitumorale del digiuno.

La digiunoterapia nelle patologie collegate al sistema cardiocircolatorio

“La patologia che fa ammalare la maggior parte della gente ha un nome ben preciso, e si chiama “ateromatosi” (volgarmente chiamata “placca”). Tutti sanno che il rischio, nel tempo, e’ che le arterie si intasino, fino a chiudersi, aprendo la strada a infarti, ictus, trombosi…purtroppo, pero’, esistono moltissimi luoghi comuni in tal senso:

1) non esistono 2 tipi di colesterolo, quello buono e quello cattivo, ma uno solo con una precisa formula chimica: c27 h45 oh
percio’, quando nel referto delle analisi si parla di “colesterolo hdl” e “colesterolo ldl” si tratta di una grossa inesattezza. Sarebbe corretto scrivere “colesterolo legato alle hdl” e “colesterolo legato alle ldl”  (slide 1)

2) il colesterolo non si attacca alla mucosa delle pareti delle arterie, in quanto sostanza viscida e grassa (immaginiamo di voler attaccare un panetto di burro sulla mucosa interna della guancia… impossibile…).
E, comunque, niente puo’ attaccarsi alle mucose interne, che sono altrettanto viscide, umide e scivolose…

3) la cosiddetta “placca” non e’ fatta di colesterolo, ma di “lipoproteine”, molecole molto complesse fatte di proteine, fosfolipidi, trigliceridi e colesterolo”.

treccani >>> si definiscono lipoproteine dei complessi macromolecolari costituiti da quantità variabili di proteine e lipidi (colesterolo e suoi esteri, trigliceridi, fosfolipidi)

“L’ateroma si forma “dentro” la parete dell’arteria, ed e’ formata dall’accumulo di grosse strutture fatte di proteine e grassi, tra cui fosfolipidi, colesterolo e trigliceridi…Durante un digiuno l’organismo cerca il cibo dove puo’, a partire dalle strutture che non sono vitali, e la placca e’ come una squisita e appetitosa pizza margherita… questo e’ il motivo per cui si riaprono le arterie e i cuori rinascono”.

Ed ora sfatiamo alcuni luoghi comuni sul digiuno.

il digiuno andrebbe ad intaccare la massa magra dell’organismo

“Come detto prima, e’ vero esattamente il contrario, in quanto l’organismo
e’ talmente intelligente che riesce a riciclare proprio i corpi chetonici convertendoli in zucchero per il cervello, preservando cosi’ i muscoli. E, in ogni caso, nessuno impedisce di integrare una piccola quantita’ degli 8 aminoacidi essenziali.

Ed ecco altri luoghi comuni sul digiuno che sfaterei.

1 il digiuno intacca la massa magra e i muscoli;
2 il digiuno fa male perché provoca acetonemia nel sangue;
3 il digiuno fa male perché smuove le tossine dai tessuti e avvelena il sangue;
4 il digiuno fa male alla pelle, fa venire le rughe e inflaccidisce;
5 in un digiuno si perde soprattutto acqua, e non grasso;
6 dopo un digiuno si riprendono subito i chili persi;
7 un digiuno può scatenare l’anoressia”.

Felice di avervi riportato queste importanti informazioni, concludo l’articolo con le parole del dottor Simeone che coincidono col mio pensiero conclusivo.

“Fatevi seguire da un esperto in digiunoterapia. Come diceva Einstein “la sola cosa che conta e’ l’esperienza, tutto il resto e’ informazione””.

By |2018-02-18T14:25:38+00:00febbraio 18th, 2018|Salute|

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Mamma, giornalista, curiosa della vita sempre in cerca di novità: tutte queste caratteristiche mi hanno portato ad iniziare un viaggio nel mondo olistico, un vero e proprio raggio di sole in un presente in cui il grigiore troppo spesso prende il sopravvento.

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