Contagi e prospettive, riflessioni di Massimo Radaelli, direttore scientifico Rivista Natura docet

Contagi e decessi in Cina per la nuova polmonite da coronavirus aumentano drammaticamente giorno dopo giorno, superando di gran lunga la SARS di 17 anni fa, mentre un imponente cordone sanitario, esteso a svariate decine di milioni di persone, sta cercando di arginare un’epidemia che si avvicina sempre più a caratteristiche decisamente “pandemiche”. Intanto la
valutazione OMS è rapidamente passata da “rischio moderato” a “rischio elevato” e gli effetti anche sull’economia del colosso asiatico si sono subito delineati in tutta la loro gravità, con forte rischio di “contagio” internazionale. Antichi fantasmi, che
credevamo dimenticati, affiorano in questo inizio di terzo millennio risvegliando ataviche paure: il “mondo invisibile” dei microrganismi patogeni ha continuato ad evolvere nonostante l’uomo (e spesso a causa dell’uomo), portando alla comparsa di
nuovi ceppi virali dai tratti genetici decisamente anomali, come quelli che sembrano caratterizzare “Sars-CoV-2” (nome con cui l’ International Committee on Taxonomic of Viruses – ICTV – ha ribattezzato
 in questi giorni il nuovo virus, inizialmente classificato “2019-nCoV”), e a batteri multi-resistenti, selezionati dalla innaturale
pressione determinata dall’abuso di antibiotici, in ambito medico e (soprattutto) zootecnico. Tutto ciò proprio mentre le nostre difese immunitarie progressivamente vanno calando, anche in conseguenza di una alimentazione sempre meno naturale.
È giunto il momento di agire, per prendere atto di evidenti errori e per correggerli, avviandoci verso l’unica strada percorribile: quella del “buon senso”, seguendo gli insegnamenti, sinora poco ascoltati, provenienti dalla Natura e dalle esperienze
pregresse. “Dobbiamo essere preparati ad aspettarci l’inaspettabile: culturalmente è un ritorno al passato, un atteggiamento di umiltà indispensabile perché il futuro non sia senza ritorno”. Così scriveva all’inizio del 2003, sul tradizionale numero
annuale del Giornale Italiano delle Malattie del Torace (G.I.M.T.) destinato a tutti i medici italiani, il grande Pneumologo e grandissimo, fraterno amico, Prof. Luigi Allegra. Erano i giorni della SARS, l’epidemia che più si avvicina alla “cinese” da
coronavirus di questi giorni, e la strategia che Gigi auspicava nel suo illuminato Editoriale può essere riassunta oggi nei tre fondamentali cardini della disinfezione ambientale, dell’igiene personale e del potenziamento delle difese immunitarie.
Epidemie e pandemie rappresentano una reale emergenza planetaria, anche alla luce della progressiva perdita di efficacia degli antibiotici, peraltro attivi solo su una parte dello spettro microbico potenzialmente patogeno, che comprende protozoi,
micromiceti e, soprattutto, virus, la cui velocità di mutazione rappresenta un reale ostacolo alla realizzazione di vaccini, peraltro da perseguire. Nel prossimo articolo  il “Decalogo sulla Biosicurezza” stilato da A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali)