Il bosco incantato e l’intelligenza emotiva secondo Gino Aldi

L’intelligenza emotiva è una grande risorsa e va coltivata al pari delle altre intelligenze anche nelle scuole. A spiegarlo è il dottor Gino Aldi, laureato in medicina e chirurgia e specializzato in Psicologia.

Ha parlato di intelligenza emotiva a margine di un’intervista registrata a Telecolor. La potrete vedere lunedì 20 novembre su Telecolor, canale 18 dt.

Nel suo intervento il dottor Aldi ha spiegato le ragioni che lo hanno portato, come psicoterapeuta, ad occuparsi di scuola e di educazione, intelligenza emotiva e tanto altro. Ha poi raccontato in cosa consiste il sistema educativo che lui propone, il modello Integrato dello sviluppo. Su questo modello Aldi ha fondato una scuola, “Il bosco incantato”. Ha quindi raccontato come è articolata una giornata tipo in questa realtà. Ha aggiunto che ci sono riscontri sulla efficacia del modello integrato dello sviluppo. Punto focale di questo metodo è il gran valore dato alla relazione docente discente. Altro elemento fondamentale del modello sono “le emozioni e il corpo” che secondo Aldi vanno tenuti almeno in pari conto di tutte le altre intelligenze . Nel modello di parla di corpo e corporeità in un modo che non si riferisce esclusivamente  alla semplice educazione fisica psicomotoria. Ovviamente ci sono difficoltà nel portare avanti questo progetto, ma il dottor Aldi, insieme alla sua squadra lo sta nutrendo quotidianamente con amore  dedizione ed entusiasmo. E , come già detto, con evidenze documentate sul successo della crescita dei bambini nello loro intelligenza emotiva ma anche rispetto a tutti gli altri aspetti.

Qualcosa di più su Gino Aldi

Medico chirurgo – Psicoterapista
Presidente Cooperativa Zetesis
Progettazione e Supervisione

“Svolgo da più di 20 anni l’attività di psicoterapeuta. Dopo la laurea in medicina ho scelto questo percorso perchè ero affascinato dalla possibilità di comprendere le persone, specie le persone in grande difficoltà psicologica. Ho poi capito che in realtà, attraverso la psicoterapia, cercavo risposte a tante domande che permettessero di dare senso alla mia vita personale. In questi lunghi anni di lavoro ho vissuto i diversi passaggi che forse caratterizzano tutte le professioni, dai grandi entusiasmi alle disillusioni, dai propositi grandiosi ad una più pacata accettazione dei pregi ma anche dei limiti di questa professione. Quello che sembra essere rimasta intatta è la passione e la necessità di misurarsi sempre con nuove sfide.

Seguendo questo istinto dodici anni or sono ho fondato con alcuni colleghi ZETESIS. Ho maturato questa decisione perchè ero convinto  che la salute ed il benessere non sono un bene dell’individuo ma un bene da costruire attraverso la condivisione. Mi sembrava necessario portare nella comunità sociale i valori di benessere che guidavano l’agire terapeutico: uscire dalla stanza per proporre una visione dell’uomo e della salute che poteva riverlarsi utile per prevenire  il disagio e non solo  curarlo. L’interesse per la costruzione di relazioni sane ha diretto me ed i colleghi verso due settori importanti che sono la genitorialità e la scuola, luoghi fondamentali della formazione umana.

Sono stato sempre attento ad individuare le carenze di cura di cui è vittima il nostro territorio. Vivere in un territorio “difficile” è diventato più una occasione per agire che una ragione per disperarsi. Con il nostro gruppo abbiamo cercato di dare qualche risposta a situazioni di piccolo e grande disagio personale e sociale. In questo modo sono nati altri percorsi di aiuto: il sole a mezzanotte, il Centro Età Evolutiva, l’officina delle emozioni Millestorie per crescere.

Mio malgrado sono sognatore, non nel senso patologico del termine, almeno spero, ma nel senso di essere guidato dal desiderio di una società migliore: più umana, più solidale, più capace di amore ed affetto. Questo aspetto di me ha dei pregi e dei limiti ma sicuramente è alla base, nel bene e nel male, di tutto ciò che anima Zetesis. I temi della relazione sana, della comprensione rispettosa dell’altro, della “cura” intesa come accoglienza del prossimo, specie se in difficoltà, sono valori fondanti del nostro agire. Per quanto animato da visioni ampie che mi fanno sognare un orizzonte di vita migliore credo nel valore assoluto del procedimento scientifico e dei metodi verificabili. Non amo la psicologia e la pedagogia del solo cuore, che rinuncia a misurarsi con i risultati. Credo che il primo valore per affrontare un problema sia studiare profondamente e rispettare chi si è già misurato con esso. Per questa ragione ho dato vita a tante opportunità di crescita e formazione sia del nostro gruppo sia per le persone impegnate nel sociale.

Sono anche contento di aver incontrato un gruppo di giovani che sa appassionarsi e condividere ideali. Debbo molto alla loro gioventù e alla loro energia e spero di poter lasciare loro un pò delle mie passioni e delle mie speranze. Insieme stiamo realizzando un sogno: quello di essere costruttori di benessere psicologico per la  comunità”.

E ricordatevi dell’intelligenza emotiva dei vostri bambini, che va coltivata con amore e attenzione. La puntata in cui potrete sentire l’intervista integrale andrà in onda alle ore 20.

By |2017-11-16T08:14:14+00:00novembre 16th, 2017|Infanzia|

About the Author:

Mamma, giornalista, curiosa della vita sempre in cerca di novità: tutte queste caratteristiche mi hanno portato ad iniziare un viaggio nel mondo olistico, un vero e proprio raggio di sole in un presente in cui il grigiore troppo spesso prende il sopravvento.

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