Approccio scientifico naturale alle malattie , nuove scoperte

Approccio scientifico delle terapie naturali. Ecco un estratto di un editoriale  di Natura Docet a cura di Massimo Radaelli, Direttore Scientifico della rivista
Una delle realtà più immediate da percepire e insieme più difficili da definire è certamente il tempo: filosofi e scienziati, fin
dall’antichità più remota, da Eraclito e Zenone, per arrivare a Kant, Bergson ed Einstein, ne hanno discusso da sempre, ma
l’unica certezza, al di là della relatività psicologica soggettiva, per cui i momenti belli volano e quelli difficili sembrano eterni, consiste nella percezione della sua inesorabile esistenza, che gli strumenti di misura, il cammino apparente del
Sole e il susseguirsi delle stagioni evidenziano efficacemente: “tempus fugit”. ..
Ultimamente, però, si sta diffondendo in molti la precisa sensazione che oggi il tempo stia scorrendo “più velocemente”, e qualcuno ha tirato in ballo la “Risonanza di Schumann”, un gruppo di picchi studiati negli anni ’50 dal Fisico Winfried Otto Schumann, appartenenti alle frequenze ELF
(Extremely Low Frequency, campi elettromagnetici a frequenza compresa tra 30 Hz e 300 Hz), apparentemente generate dalle scariche elettriche dei fulmini (un centinaio al secondo nel Pianeta), anche se girano altre ipotesi circa l’origine
di questa “Frequenza della Terra” che sembra essere in risonanza con le onde cerebrali del cervello umano. Stabile per anni intorno a 7,83 Hz, dal 2014 il sistema di osservazione spaziale russa cominciò a rilevare picchi di attività della
“Risonanza di Schumann” comprese fra 8.5 Hz e 16.5 Hz, in ulteriore e costante crescita ai giorni nostri, portando a formulare l’ipotesi che la percezione diffusa di una “accelerazione temporale” possa trovare in questa evidenza una sorta di
base oggettiva…..
Queste interessanti riflessioni introducono un concetto di estrema attualità: la rapidissima accelerazione che anche alcune linee di Ricerca stanno evidenziando, soprattutto nelle Scienze biomediche fondate sull’osservazione della Natura (“Natura Docet…” e pare che in qualche caso l’allievo stia superando il Maestro). Non è la prima volta che principi attivi naturali, utilizzati
da millenni dall’umanità, vengono tecnologicamente “migliorati” (pensiamo al processo di acetilazione dell’acido salicilico, presente nella corteccia del salice, che ha portato al farmaco probabilmente più prescritto al mondo, l’ASA),
ma qualcosa di decisamente più raffnato ….
il principio attivo della Curcuma longa, un polifenolo dalle eccezionali potenzialità in svariati ambiti di impiego clinico,
gravato in vivo da una biodisponibilità assolutamente critica: con tecniche di “stripping molecolare” il problema è decisamente risolto, e questo appare solo l’inizio dell’avvento di Terapie innovative biointegrate a cui converge una nascente Società scientifica multidisciplinare.
Natura Docet ospiterà prossimamente, in un articolo dedicato proprio
a questo decisivo sviluppo delle tecnologie e dell’approccio naturale a ciò che
continuiamo a chiamare “malattie”.