Antinfiammatorio naturale specifico contro emicranie, ipertensione, dipendenza da sostanze (alcool, tabacco, zucchero) ,

acufeni, vomito, diarrea e sindrome climaterica: è il kudzu, una radice molto utilizzata in Medicina tradizionale cinese.

Antinfiammatorio naturale , oggi parliamo del kudzu.

Leggete uno stralcio dell’articolo pubblicato sulla rivista ‘Pianeta medicina e salute’ a cura di Ennio Pucci, Headache Science Center- University  Consortium for the Study of Adaptive Disorders and Headache (UCADH), Department of Brain and Behavioral Sciences, University of Pavia, IRCCS “C. Mondino” Pavia

ll Kudzu (Pueraria montana lobata) è una pianta selvatica rampicante originaria dell’Asia centrale appartenente alla famiglia

delle fabaceae, come il fagiolo, il pisello, la lenticchia, l’arachide, la soia, la liquirizia e il glicine.  Del resto, i fiori porpora del kudzu scaturiscono in mazzi come i fiori del glicine. È una pianta longeva (100 anni) di grandi dimensioni (radici di 100 m). Grazie alle sue caratteristiche è un’ottima difesa contro l’erosione del suolo. La sua scoperta e i primi utilizzi risalgono a quasi 1300 anni fa in Estremo Oriente, fino alla sua introduzione negli USA nel 1800 circa. E’ da tempo largamente utilizzato in Medicina Tradizionale Cinese per il trattamento di emicrania, ipertensione, dipendenza da sostanze (alcool, tabacco, zucchero) , acufeni, vomito, diarrea e sindrome climaterica. Le radici del kudzu sono ricche di isoflavoni della famiglia dei flavonoidi tra cui la daidzeina, riconosciuta come agente antinfiammatorio naturale ed antimicrobico, la genisteina e soprattutto il kudzu costituisce la sola fonte di puerarina (del resto il nome latino del kudzu è “pueraria”) . Gli studi condotti hanno dimostrato che questi isoflavoni stimolano della produzione di dopamina da parte del cervello e agiscono sui neurotrasmettitori, come la serotonina, il GABA ed il glutammato.

Esistono alcune iniziali evidenze in letteratura inerenti all’efficacia del Kudzu nel trattamento della cefalea a grappolo. Questo tipo di cefalea è un disordine neurovascolare raro, ma molto invalidante, che colpisce prevalentemente nella terza decade di vita, sia maschi che femmine. È caratterizzato da un dolore parossistico, che dura dai 15 minuti alle 3 ore e che può ripetersi fino a 8 volte al giorno; gli attacchi si concentrano in alcuni periodi dell’anno.

Nel 2009 uno studio americano ha valutato 11 pazienti affetti da cefalea a grappolo episodica trattati con estratto di kudzu: il 73% ha mostrato un calo dell’intensità degli attacchi, il 64% un calo della frequenza, il 36% un calo della durata e il 18% una scomparsa delle crisi. Fra i 5 soggetti affetti dalla forma cronica, il 60% ha evidenziato un calo dell’intensità e il 40% un calo della

frequenza. L’efficacia della terapia presenta una relazione dose-risposta, in termini di controllo dell’intensità, della frequenza e della durata dei singolo accessi di cefalea a grappolo

Da qui sono poi iniziate diverse esperienze cliniche sull’impiego nelle emicranie croniche. Al

XVII Congresso AMIAR 2017 di Torino sono stati presentati i dati su 20 pazienti (15 femmi

ne e 5 maschi), affetti da emicrania cronica (con almeno 15 giorni al mese di cefalea, di cui 8 con

caratteristiche di emicrania), trattati con profilassi tradizionale o profilassi tradizionale + un preparato a base di Kudzu per 2 mesi: nel 65% dei pazienti trattati con kudzu c’è stato una riduzione dell’intensità, nel 30% un calo della durata e nel 60% una riduzione dell’uso di analgesici. Infine più del 50% dei pazienti ha evidenziato un calo dei sintomi gastroenterici (es nausea).